
Montaonda Edizioni di Luca Vitali
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informazioni: info@edizionimontaonda.it / tel. 3898183508
Primo comunicato stampa
Montaonda, 1 marzo 2011
Oggi, dopo lunga gestazione, nasce la casa editrice EDIZIONI MONTAONDA di Luca Vitali.
Il suo fondatore, dopo vent'anni di attività in ambito editoriale e pubblicistico, ha deciso di realizzare il suo più segreto e amato sogno di gioventù, diventare editore con una propria casa editrice.
L'obiettivo non è certo il successo commerciale, quanto il desiderio di presentare libri che rispondano a una precisa richiesta, che siano validi, ben curati, di buona fattura grafica e tipografica.
Vivere e godere il privilegio di seguire dall'inizio alla fine la genesi del libro, la parte creativa del lavoro editoriale. Il progetto si avvia senza distribuzione, confidando di conquistare il pubblico con sistemi di vendita alternativi a quelli tradizionali del settore, facendo affidamento sul passaparola, su momenti di incontro privilegiati, sulla vendita diretta e per corrispondenza. L'intento è di produrre pochi titoli e ben mirati, che rispondano a una esigenza o colmino una lacuna, con una promozione attiva altrettanto mirata.
C'è bisogno di una nuova casa editrice?
È lo stesso che chiedersi se c'è ancora bisogno di libri, e la risposta è facile: il bisogno ci sarà sempre. Forse non saranno più libri come li abbiamo conosciuti finora, ma continueranno a svolgere il loro compito, raccogliere e presentare un sapere, mettendolo a disposizione di chi se ne possa giovare. Questi sono i libri utili, oggi e in ogni tempo.
Edizioni Montaonda vorrebbe proporre libri «rispettosi»: verso il soggetto di cui parlano, verso chi li legge, ma anche verso l'ambiente in senso lato, naturale e umano. Ci si chiede se esiste un'editoria olistica, e come sia - se si riuscirà a creare un'azienda editoriale che, guardando a Marx e a Platone, produca danni minori dei benefici. La scommessa è grande, e questa è un'altra buona ragione
per iniziare in sordina, con voluta discrezione. Si inizia con un titolo, per seguirne l'iter da vicino, senza buttarlo né buttarsi nel tritatutto del mercato. Unico criterio irrinunciabile: ogni titolo potrebbe essere l'ultimo, ogni volume deve essere un piacere.
Non è forse un caso che il primo volume in catalogo sia sull'allevamento delle api.
Si tratta di un testo che, come dice il prefatore, ha cambiato la vita di innumerevoli apicoltori
di tutto il mondo; un'opera pratica ed empirica, ma in cui riecheggiano gli studi di antichissimi
e illustri predecessori.
L'ape che compare sulla copertina del primo volume siglato Montaonda non può che assumere quindi un significato augurale: animale nutritore e totemico, è un campione di prolificità, industriosità, dedizione - e produce uno degli alimenti più celebrati nella storia dell'umanità, il dolcissimo miele, cibo degli dei.
Luca Vitali
Padre Adam
Apicoltura all'abbazia di Buckfast
Le memorie del padre dell'apicoltura moderna
Presentazione di Pietro Maggiorelli, pp. 157

Finora sconosciuto al pubblico italiano benché pubblicato nel 1975, questo libro in paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti viene considerato da decenni un classico della letteratura apistica. Raccontata in prima persona, vi leggiamo la storia di un eccezionale lavoro pionieristico nel campo dell’allevamento e della selezione delle api, un racconto che nello stesso tempo è un’esemplare introduzione all’apistica moderna.
Facile ed entusiasmante, il libro racconta sessanta anni di lavoro, di progressi e studio, ed è una ricchissima miniera di riflessioni e consigli pratici su come intendere e praticare l’apicoltura ottenendo eccellenti risultati nel pieno e naturale rispetto delle api, dell’ambiente e del lavoro dell’uomo.
«Questo libro non è un manuale, ma un rendiconto generale dell’apicoltura che abbiamo sviluppato a Buckfast. Come si potrà osservare ogni attrezzo dell’equipaggiamento, ogni operazione, ogni aspetto della conduzione è stato studiato per conseguire i migliori risultati possibili mirando, da parte nostra, a raggiungere il minimo impegno e il massimo risparmio di tempo. Contemporaneamente abbiamo cercato di prestare il dovuto riguardo ai comportamenti e agli istinti dell’ape. Pur dotata di una meravigliosa capacità di adattamento, essa non permette di ignorare i suoi immutabili istinti e la sua organizzazione davvero stupefacente senza che ci si ritrovi poi a pagarne le amare conseguenze.»
Il monaco benedettino Padre Adam (Karl Kehrle, nato a Mittelbiberach, in Germania, nel 1898 e morto nel 1996 a Buckfast, in Inghilterra), è stato il selezionatore dell’ape Buckfast, varietà apprezzata e impiegata ovunque. Oggi viene riconosciuto universalmente come l’inventore dell’apicoltura intensiva.
Inviato all’abbazia di Buckfast all’età di undici anni dalla madre per problemi di salute, iniziò a lavorare con le api nel 1915. Si trovò a fronteggiare l’epidemia di acariosi che nel 1916 sterminò l’ape britannica, e la superò facendo ricorso all’ape italiana. Da questa esperienza nacque nel 1917 l’ape Buckfast. Nel 1925 creò la stazione d’accoppiamento di Dartmoor dove, nel corso dei decenni, studiò le api che durante i suoi viaggi raccoglieva in Europa, Medio Oriente e Africa.
Premiato con i massimi riconoscimenti per la sua attività scientifica e di ricerca, Padre Adam è stato autore di studi fondamentali per l’apistica moderna. Ha lavorato con le sue api fino all’età di novantatre anni.